I fenomeni di condensa

Il problema nasce quando in un punto dell’involucro edilizio si ha una temperatura inferiore rispetto alle aree circostanti, tale situazione può essere dovuta ad esempio al cattivo isolamento o ad un’errata installazione dei serramenti.

Se la temperatura in quella zona è inferiore alla temperatura di rugiada alle corrispondenti condizioni interne di umidità relativa, è molto probabile che in quelle zone si presentino le condizioni ottimali per la creazione di condensazioni superficiali.

Il vapore presente nell’aria interna della stanza, venendo a contatto con la parete fredda si trasforma, cambiando il suo stato (da gassoso a liquido).

A parità di altri fattori, la germinazione e lo sviluppo delle spore fungine sui componenti porosi, risultano tanto più rapide quanto più elevata è l’umidità relativa dell’aria locale.
Diversamente, su supporti lisci come vetri o superfici plastiche o metalliche il fenomeno porta solo alla condensazione dell’acqua, senza che vi sia il rischio di germinazione delle colonie.

La soluzione più diffusa in questi casi è sicuramente la correzione dell’isolamento termico al fine di mantenere la temperatura superficiale interna superiore di almeno 4-5°C rispetto al punto critico di rugiada e, parallelamente, effettuare una corretta ventilazione degli ambienti, per ridurre l’umidità relativa interna.

Dati tecnici dei ponteggi a tubi e giunti

Dal sito MARCEGAGLIA divisione cantieristica edile

Ponteggi – Sistema Giunto Tubo

Sistema universale per opere provvisorie

Il sistema giunto-tubo è l’ideale laddove siano richieste un’elevata resistenza associata ad una grande flessibilità d’impiego. Il tubo Marcegaglia ha caratteristiche tecniche che lo rendono idoneo agli impieghi più gravosi, mentre i giunti sono realizzati mediante stampaggi a freddo e protetti contro la corrosione mediante tropicalizzazione: il loro serraggio è assicurato da speciali bulloni con testa a T.

Giunti
Materiale giunto
• Acciaio S355MC UNI EN 10149-1
• Stampato a freddo
• Alta resistenza e duttilità
• Spessore 4,75 mm
Protezione
• Tropicalizzazione: Zincatura elettrolitica passivata
• Spessore minimo 8 micron
Caratteristiche
• Classe B della UNI-EN74, EN-39 per i giunti ortogonali,
classe A per i giunti orientabili
• Carico utile di scorrimento: 1100 daN (desunto dal valore frattile 5%)
• Carico di rottura a trazione: Acciaio S355MC 430÷550 N/mmq
• Carico di snervamento: Acciaio S355MC 355 N/mmq
• Allungamento: Acciaio S355MC 23%
Tubi
Materiale
• Acciaio S235JRH e S355JOH
Protezione
• Zincatura a caldo: spessore medio minimo garantito 55 micron
• Zincatura Sendzimir: spessore medio minimo garantito 15 micron
• Verniciatura: per immersione con durabilità minima secondo prova standard ASTM D 2247-87 in camera umidostatica
Dimensioni
• Diametro esterno: 48,3 mm
• Spessore nominale: 3,2 mm
• Sezione: 4,53 cmq
• Momento di inerzia: 11,59 cmq
• Modulo di resistenza: 4,80 cm3
• Raggio d’inerzia: 1,60 cm
• Pezzature di tubo disponibili:
6,0 m 5,4 m
5,0 m 4,5 m
4,0 m 3,6 m
3,25 m 3,0 m
2,75 m 2,5 m
2,25 m 2,0 m
1,8 m 1,5 m
1,25 m 1,2 m
1,0 m 0,9 m
0,75 m 0,6 m
0,5 m 0,4 m

http://www.marcegaglia.com/ponteggi/it/edilizia/giunto.html

La resilienza

La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica.

Come indicato al paragrafo 11.3.4.11.3 del DM 14/01/2008, “I controlli in cantiere, demandati al Direttore dei Lavori, sono obbligatori e devono essere eseguiti secondo le medesime indicazioni di cui al par. 11.3.3.5.3, effettuando un prelievo di almeno 3 saggi per ogni lotto di spedizione, di massimo 30 t.”

Al par. 11.3.3.5.3 si specifica che i 3 saggi devono provenire da una stessa fornitura ed appartenenti ad una stessa tipologia.

Alcune Norme indicate nelle NTC 08 per le prove sugli acciai da costruzione:

– UNI EN 10025 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali,

– UNI EN 10210 Profilati cavi finiti a caldo non legati e a grano fine per impieghi strutturali,

– UNI EN 10219-1 Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati a grano fine per strutture saldate,

– UNI EN 10025-1 Al par. 7.3.2.1 si dice che “Le prove di resilienza non devono essere richieste per lo spessore nominale minore di 6 mm.”

– UNI EN 10210-1
Al par. 6.6.2 si dice che “Per le prove di resilienza, devono essere utilizzati provini con intaglio a V…” e che “Le prove di resilienza non sono richieste per spessori nominali minori di 6 mm.”

– UNI EN 10219-1 Al par. 6.7.2 si dice che “Le prove di resilienza non sono richieste per spessori nominali minori di 6 mm.”, mentre al par. 8.2.2.3 che “I provini per prove di resilienza con intaglio a V devono essere preparati e lavorati di macchina in conformità alla…”.

La ventilazione dei locali

La Ventilazione dei locali cucine secondo la Norma UNI 7129/01

In tutti i locali dove sono presenti apparecchi con bruciatori che prelevano l’aria comburente dal locale ove sono installati (apparecchi di tipo A, B e apparecchi di cottura) è necessario inserire le necessarie aperture di ventilazione.

Per ventilazione si deve intendere l’apporto di aria comburente immessa nel locale attraverso apposite aperture fisse collocate sulle pareti esterne.

una siffatta ventilazione prende il nome di “ventilazione Diretta”.

quando la ventilazione viene fatta attraverso un’altra stanza dotata di apertura verso l’esterno, la ventilazione è detta indiretta.

Le aperture di ventilazione devono rispondere ai seguneti requisiti:
• essere realizzata in modo che le bocche di apertura sia esterna che interna non possano essere ostruite;
• essere protette con griglie, reti metalliche o altro sistema.

La ventilazione non deve essere confusa con l’areazione dei locali, la quale è invece necessaria per consentire la fuoriuscita dei gas combusti dal locale dove avviene una combustione. 
L’areazione dei locali per gli apparecchi di cottura è ammessa quando non esiste una cappa con scarico a tetto e deve essere realizzata tramite una superficie di areazione posta in alto nel locale dove deve essere posto un elettroventilatore che aspiri dal locale espellendo fuori.

 L’areazione per gli apparecchi di tipo A è fissata in 100 cmq posti in lato su una parete esterna del locale.


Le cappe filtranti non collegate ad un sistema di scarico esterno non sono ritenute idonee a meno che non siano dotate di una canalizzazione verso l’esterno  con un sistema di aspirazione forzato con prevalenza atta a consentire l’espulsione dei gas combusti e dei vapori aspirati.

ulteriori interessanti informazioni possono essere desunte dal sito gas.it o dal sito Uni.